Montessori per…caso

Quando ho appoggiato C. per terra, in quell’aula luminosa e tranquilla, l’ho vista trasformata. Già padrona di uno spazio che ancora non conosceva, autonoma nella scelta dei giochi, serena fiduciosa.

Lei aveva 7 mesi e mezzo e gattonava da poco, io mi ero appena trasferita in California e cercavo di ammazzare il tempo, di conoscere altre mamme e di fare qualcosa di utile per la mia bimba. Partecipavo a tutti i possibili gruppi e attività, e avevo deciso di provare anche questo gruppo gioco montessoriano per bimbi fino ai 18 mesi. Ed è stato amore a prima vista.

Non si faceva nulla di speciale, (stavamo lì, con due insegnanti montessori della scuola e i nostri bambini) eppure è stato speciale.

E’ stato speciale vedere come uno spazio organizzato e a misura di bambino facesse la differenza. Non c’erano mamme preoccupate che i bimbi si facessero male e i bambini si spostavano agilmente dagli scaffali alle scalette, dal materasso con vicino lo specchio all’area con i carrelli da spingere. La nostra tranquillità nel vederli “al sicuro” si rifletteva nel loro coraggio di esplorare e spingersi un po’ più lontano senza bisogno dell’adulto vicino.

E’ stato speciale vedere come a 7 mesi C. già sapeva scegliere i giochi che voleva. Ce n’erano pochi, esposti in ordine, accessibili. Le maestre intervenivano solo per dimostrare l’uso dei giochi più complicati, senza tante parole o enfasi, e poi lasciavano che i bambini provassero e riprovassero fino a scoprire il piacere di farcela da soli.

E’ stato speciale osservare C. che settimana dopo settimana ricercava proprio quel gioco lì, che la aspettava al suo posto. L’ordine le metteva tranquillità e dava sicurezza.

L’ho visto in pratica: il bambino libero di scegliere l’attività che vuole nei limiti di un ambiente strutturato e adatto, non è scatenato, ma impegnato e concentrato. L’ho visto quando abbiamo visitato poi la scuola, che lì va fino alle medie. Entravamo nelle pluriclassi in 10 genitori, e i bambini e i ragazzi non si distraevano. Non li incuriosivamo più di tanto, e di certo non da lasciare quello a cui stavano lavorando.

Ho incontrato il montessori così, per caso e per poco tempo, e mi ha affascinato.

Ora spero di poterlo offrire alle mie bimbe qui a Trento, per poter vedere quella sicurezza, tranquillità e soddisfazione nei loro sguardi tutti i giorni di ritorno da scuola.

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