Montessori in Famiglia – il quarto incontro

2 aprile 2014 645Anche se Maria Montessori scelse di non crescere il suo unico figlio, dedicò un lungo tempo ad osservare attentamente neonati e bambini piccoli, compresi i suoi nipotini, e giunse a delle conclusioni, soprattutto dopo gli anni passati in India, sorprendentemente in anticipo rispetto alla sua epoca. Cinquant’anni prima che pratica e scienza arrivassero a consigliarli, la Montessori capì che un parto dolce e rispettoso, la vicinanza costante della madre, l’allattamento a richiesta, persino la fascia potevano costituire la soluzione ottimale per rispettare i bisogni del bambino. Solo dopo essersi costruito una base sicura di attaccamento, infatti, il piccolo uomo può cominciare a sperimentare in autonomia; solo dopo essere certo di avere solide radici può cominciare a costruire le proprie ali.

I bisogni dei bambini sotto i tre anni sono semplici: quando cominciano a muoversi in autonomia, a quelli primari (compresa la vicinanza della mamma) si aggiunge l’esigenza di uno spazio sicuro da esplorare e sperimentare, mobili (lettino compreso) che possa utilizzare da solo, un’organizzazione che assicuri un certo ordine, l’assenza di pericoli, la mancanza di stimoli in eccesso. Un cassetto pieno di pentole e coperchi, un cestino dei tesori riempito con oggetti di uso quotidiano, un po’ più avanti una lavastoviglie da svuotare, i panni da stendere, qualche travaso: attività che possono divertire e stimolare i bambini, molto più di un box riempito di oggetti di plastica.

In famiglia il bambino, anche piccolo, ha diritto a partecipare alle attività comuni, a stare a tavola con i grandi, a assaggiare (dopo i sei mesi!) il cibo comune, a potersi muovere in libertà (ma anche a imparare subito le regole di casa). Il complesso e raffinato impianto di educazione sensoriale delle Case dei bambini montessoriane è una questione di educazione “scolastica”; non avrebbe senso pensare di proporlo a casa. I principi importanti da applicare fra le mura domestiche, però, sono gli stessi: il rispetto, l’amore, l’assenza di giudizi, premi o punizioni, un’osservazione amorevole che ci consenta di conoscere il nostro bambino, a prescindere dai nostri pregiudizi.

Per affrontare insieme queste fondamentali questioni, il quarto seminario del nostro percorso sarà tenuto da Chiara Visintainer, mamma di tre bimbi e maestra Montessori.

Vi aspettiamo!

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